10/07 Roncisvalle

By being responsable and acknoledged, I collapsed into a harsh nudity. I felt fine and I wondered why.
Started with nothing i was supposed to take. I’ve left everything i had. No song sketches, no books and writings.
Maybe it’s better to be a pilgrim with no self-defenses. Wishing to write songs about that.

E cosi’ fu. Niente ad accompagnarmi. Neanche una playlist sputata sull’i-phone. Infatti inaugurero’ prestissimo una playlist immaginaria.
Comunque avro’ con me solo quello che la mia memoria sara´ capace di ricordare. Ed e’ questo il punto, qui in cammino: la memoria. Qui non puoi fregarla. Sei a stretto contatto col tuo passato, il tuo presente unico e irripetibile, e il tuo desiderio – il modo migliore di pensare al futuro.

Feeling, thinking, willing.

E ora che sto scrivendo da Pamplona, mentre impazzano le fanfare di San Firmin, la memoria torna a Roncisvalle. I pellegrini stanno nel complesso dell’Abbazia medioevale (le mura piu`antiche sono del 1130). Siamo nel dormitorio-rifugio dei pellegrini. I ritmi si’ sono monastici. Alle dieci tutti a nanna. Dall’ultimo piano della castellata dei letti, si vedono al buio le forme dei corpi di cento e piu’ viandanti, privi di sensi, prostrati dalla fatica, i respiri ansimanti, in una sinfonia penitente o beata, chissa’. Hanno i tratti distesi dalla fatica e un’ombra di sorriso. Sarebbe bello scrivere una canzone come un alito leggero sulle loro fronti.

From St. Jean Pied de Port to Roncesvalles
Km: 24.9 ; Passi: 45021 ; Dislivello: 1350 m e rotti
Playlist immaginaria: Van Morrison “Into the Mystic”

20120712-181711.jpg

20120712-181803.jpg

20120712-181838.jpg

20120712-181939.jpg

Le insostenibili inezie dell’inizio

Ed eccomi arrivato con l’ultimo treno, all’ultimo istante, nell’ultima misericordia di luce: troppo afflato, troppo afflato! Sì lo so ma nel linguaggio poi si finisce sempre a cercare le figure della Devozione, perchè forse non ci rimane nient’altro. Comunque arrivo quasi al buio a Saint Jean Pied de Port, come una mucca mica poi troppo bianca, in una notte hegeliana.

Io, che sono l’equazione vivente del “mal di partire”, non avevo ancora visto niente riguardo alle insostenibili inezie dell’inizio. Quello stato di ansia e inadeguatezza che produce una massa enorme di cazzate, che a loro volta producono effetti incalcolabili.
Comunque, partenza rocambolesca stile sveglia che non suona e tu ti svegli da solo mezz’ora prima che il treno parta: è andata proprio così, con il treno aggrappato per miracolo.

Ora mi cacciano dall’unico posto free wi-fi. Il report continua presto. Saluti da Roncisvalle!

Conto alla rovescia

Non so in quale simbolismo numerico possa rientrare il numero 9. Non so in quale simbolismo calendariale il 9 di Luglio. In ogni caso, lunedì si parte, zaino e chitarrina in spalle. Lei- la chitarra – merita un piccolo approfondimento. Gentilmente concessa dal leggendario Merula, è piccola piccola e buona per essere appesa allo zaino. In più ho pensato di personalizzarla. Una specie di fuori serie, che dovrà servire solo per “from orlando to santiago” (siete curiosi?).
Ebbene, ci siamo e oltre alla chitarra, lo zaino, i piedi, le gambe e il fiato, sto preparando e sperimentando tutta la strumentazione tecnica con lo staff tecnico che mi segue come “un povero selvaggio” da educare al 2.0.
Per ora siamo alla “pascalina”.
Tenetevi forte, teniamoci forte e non dimentichiamo il biglietto del treno!

20120704-181615.jpg