L’Io che fa il Cammino e il Cammino che fa l’Io

E quanta strada per un Io,  durante il Cammino?
Il motivo della pubblicazione di questo video è tutto qui, oltre che per il gran piacere di condividere una volta ancora questa canzone con Tommaso dei Perturbazione.

La verità dei passi: ragioni#1

San Nicolas del Real Camino

Davanti alla cattedrale di Estella, insieme a Peter, grande anima sul Cammino.

Sì è perfetto: il Cammino è Nuotare dentro di Se’. Che bella cosa che hai scritto. Grazie Marco

In the beginning of this project and pilgrimage, I had wondered about the pilgrims’ reasons to do this magnificent experience of desire and sacrifice. Afterwards, during the Camino, I listened to many pilgrims and reasons. Some were rather amazing, others – most of them – were quite common, but no less intense, honest and true.
Finally I did understand what was the right attitude to get a satisfying answer to that old question. There’s only one respectful point of view which allows you no disappointment:  you must shift the focus from ontology to phenomenology. To be plain and simple, those pilgrims did not always had their reasons: they always were their reasons.

Desde el principio de este projecto, tenìa en la cabeza la cuestiòn al rededor de las muchas razones de los peregrinos para hacer esa increible experiencia de deseo y sacrificio que es el Camino. Luego, durante el Camino, escuchè muchas personas e razones. Algunas eran extraordinarias, otras – la mayorìa – eran bastante ordinarias, pero no menos intensas, honestas y verdaderas.  Luego, comprendì la manera justa para contestar de aquella cuestiòn. Hay solo un punto de vista que no sèa deceptionante. Aquellos peregrinos y peregrinas no siempre tienen razones. Siempre son razones.

Santiago è lì: posso vederla dalla cima del Monte Gozo, a cinque chilometri. Ogni giorno ci arrivano centinaia e centinaia di pellegrini, e ognuno ha davvero il suo modo di mettere al suolo l’ultimo passo, davanti alla maestà della Cattedrale. Io, in genere, le mie lacrime e le mie esultanze, le mie febbri e i miei ardori li faccio uscire tutti prima, da solo. Ho dato al Cammino tutto quello che dovevo dare.

Farò tutte le cose per bene. Andrò negli uffici di certificazione del pellegrino, mi farò apporre sulla “credencial” l’ultimo “sello“. Mi chiederanno i motivi per cui ho fatto questo viaggio e dirò probabilmente che sono motivi spirituali e artistici. Ma potrei dire che il motivo sono io. Come il motivo è ogni pellegrino. Alla fine, mi consegneranno la mia Compostela, documento ufficiale, vergato in latino. Io mi procurerò un tubo per non rovinarla e chissà se la tirerò mai fuori di lì. Spero di sì, ma tutto questo è solo onore di cronaca e documentazione. Il Cammino resta dentro ognuno di loro, i viandanti, i desideranti. Staranno lì, sdraiati davanti alla Cattedrale, a respirarci dentro, così come il Cammino ha fatto respirare loro.

Il pellegrinaggio è terminato ma il viaggio continua sul blog: ho conservato un sacco di racconti, incontri, video, canzoni  che vi terranno compagnia fino al 28 Settembre, data di debutto a TorinoSpiritualità dello spettacolo-concerto “from Orlando to Santiago“. Con me duemanosinistra, nuove canzoni e paesaggi sonori.

Keep in touch!
Orlando

La veritá dei passi: father and son

C’é questo film di Akira Kurosawa, che si chiama “Dreams”. In uno degli episodi del film, un emozionato visitatore del Museo Van Gogh osserva il “campo di grano con corvi”. Il suo sguardo incantato ci trascina nei campi di Provenza, frequentati dal povero Van Gogh. E alla fine lo vediamo il maestro, sulla “scena del delitto”, mentre imprigiona sulla tela il paesaggio sulfureo e spettrale dei corvi incombenti, con i gesti convulsi di una locomotiva lanciata.
La tappa che muove da Estella a Torres del Rio inanella scenari che potrebbero essere altrettanti quadri en plain air, tutti per gli occhi. Solo dopo capiró quale libidine possa essere stata questa camminata pittorica per Josè Manuel. Ci conosciamo dopo alcuni vicendevoli scatti lungo il sentiero (un po’ come quando in auto si sorpassa solo per non avere altre auto vicine). Camminiamo da soli. Ci squadriamo un po’, con occhiate severe. Alla fine qualcosa gli dico. Alla fine qualcosa mi dice.
In genere si parte, come sempre, dalle banalitá (il pellegrino non fa eccezione). Quanti chilometri hai fatto, da dove sei partito. Ma se in quella manciata di chilometri tocchi per caso una corda intima, allora su quel cammino rimangono orme che non dimenticherai più.
Ancora nella fase delle banalità, Josè mi conta di essere stato a Roma, ma sembra puntare insistentemente su Michelangelo e Caravaggio. In sintesi, quello che vuole dirmi é che questi due sono gli antesignani della frase “piú vero del verò”. Mio commento: é vero. Mi sento un po’ scemo.
Dopo questo primo shock, mi difendo annoverando le specificitá – tutt’altro che banali – della tecnica ad acquerello. E quando, lungo il cammino, un rapporto si fa speciale, non si può non tirare fuori il primo amore: Van Gogh, ovviamente. Il bello é che José Manuel é il ritratto sputato di Paul Gaugin. Giuro. Ed eccoci lí, a parlare di Vincent e delle sue notti stellate. Mi vengono in mente i versi di una canzone sulla quale sto lavorando adesso. Il ritornello dice “Fulgida stella, le cicatrici sono le stelle di Van Gogh”.
Altre due cose danno a Jose Manuel un posto speciale nel mio cammino. La prima: finiamo a parlare di quello che ti fa vivere il Cammino. Josè, che lo ha giá fatto piú di una volta, mi parla delle che persone che si reincontrano, a distanza di giorni. Una gioia speciale. Guarda caso, reincontrerò José Manuel.
La seconda: ha deciso di rifare il cammino per portare suo figlio, sedicenne. Gli dico che secondo me é una cosa stupenda. D. potrá vedere il papá a contatto con la gente,pellegrino tra i pellegrini. Lo vedrá disponibile, simpatico, fragile, insicuro, o che ne so. E poi, in fondo, in cammino tiriamo fuori il meglio di noi stessi. Non c’é nulla da perdere e c’é un mondo da conoscere.
Il cammino é un canale di comunicazione.

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Nuova Grammatica (duetto)

Inedito a metà. Half new song.
Di: Orlando Manfredi e Irene Salza.
Special guest: Pierpaolo Pontarollo.

Un nuovo grande amico del Cammino. Per di piú gran musicista.
Non potevamo resistere alla tentazione, nonostante il vento.